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domenica 23 gennaio 2011

"Concerto a Weimar"

Nell’ora inquieta del riposo,
dell’ansia che gli orizzonti incrina,
riappari tu,
amica dimenticata,
tra le eleganti vie di Weimar.

Ricordi?

La fanfara allietava la piazza piena di turisti,
e tu sorridevi nella buffa mantella azzurra,
percorrendo il giardino della casa di Göthe.

Guarda,

Com’eravamo vicini alla verità allora.
Protetti da una poesia senza tempo
che ci incantava a ogni respiro.

Non senti?

Come risuonano lontani ora quegli anni.
Come stona l’esistenza ora,
di fronte a quel meraviglioso concerto!

Sono lontano da tutto e da tutti.
Non ho più forze per resistere,
ai bagliori accecanti del vuoto immenso

che fluttua intorno a me.

(aprile 2010)


Di prossima pubblicazione…

sabato 12 dicembre 2009

Wait For Sleep

Wait For Sleep - Dream Theater (1992)

Standing by the window
Eyes upon the moon
Hoping that the memory will leave her spirit soon
She shuts the doors and lights
And lays her body on the bed
Where images and words are running deep
She has too much pride to pull the sheets above her head
So quietly she lays and waits for sleep

She stares at the ceiling
And tries not to think
And pictures the chain
She's been trying to link again
But the feeling is gone

And water can't cover her memory
And ashes can't answer her pain
God give me the power to take breath from a breeze
And call life from a cold metal frame

In with the ashes
Or up with the smoke from the fire
With wings up in heaven
Or here, lying in bed
Palm of her hand to my head
Now and forever curled in my heart
And the heart of the world

TRADUZIONE

Aspetta Prima Di Dormire

in piedi davanti alla finestra
gli occhi alla luna
Sperando che i ricordi lascino presto il suo spirito
Chiude le porte e spegne le luci
e distende il suo corpo sul letto
Dove le immagini e le parole stanno correndo profonde
E’ troppo orgogliosa per nascondersi sotto le lenzuola
Così, tranquilla e distesa aspetta di addormentarsi

Fissa il soffitto
e cerca di non pensare
e disegna catene
sta cercando di ricollegarle ancora
ma il sentimento è svanito

Ma l'acqua non può coprire i suoi ricordi
e la cenere non può rispondere alla sua sofferenza
Dio dammi la forza per prendere respiro da una brezza
e chiamare la vita da un corpo freddo

con le ceneri
o con il fumo del fuoco
con le ali su in paradiso
o qui, disteso nel letto
il palmo della sua mano sulla mia fronte
ora e per sempre rannicchiata nel mio cuore
e nel cuore del mondo

Una tra le canzoni più belle dei Dream Theater, contenuta nel magico album "Images And Words" del 1992. Uno dei più importanti dischi degli anni '90, del metal progressive, nonchè colonna sonora dei miei anni di università dal 1995 al 2001.
...e tuttora custode di bellissimi ed eterni ricordi...

sabato 7 febbraio 2009

Lasciamoli andare

…mi chiedo che cosa ne sa la gente di questa ragazza, e di quello che ha passato la sua famiglia.
E soprattutto: queste persone conoscono veramente il dolore e la sofferenza? Sono mai stati negli ospedali a constatare da vicino quello che succede ai malati? Li hanno mai sentiti parlare? Li hanno mai visti appassire giorno dopo giorno? Hanno mai ascoltato i loro desideri?
Penso che se l’atteggiamento verso la questione fosse più realistico, piuttosto che etico o morale, si farebbero meno chiacchere, meno rumore, e molto più rispetto per tutti.

martedì 4 novembre 2008

Eterno ritorno

In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte.
(Friedrich Nietzsche)

E’ proprio vero, soprattutto quando ci si sofferma a riflettere sul cambiamento delle stagioni.
Ovunque si dice che non ci sono più le stagioni di una volta, e mi pare giusto. Peccato però che questa considerazione si applichi solo al tempo “atmosferico”. Perché se si considera il cambio delle stagioni come puro e semplice scorrere del tempo, ci si accorge che niente cambia da un anno all’altro. La primavera è rinascita e risveglio dopo il gelo mortale dell’inverno, l’estate ne è la continuazione e l’esasperazione, mentre l’autunno segna l’inizio della fine.
Un ciclo davvero folle, specialmente in giornate grigie e piovose come quella di oggi.
Certo anche l’autunno (come tutte le stagioni) ha i suoi lati positivi, basta pensare ai colori forti che la natura ci offre in questo periodo. Le sfumature giallo-rosse delle chiome degli alberi che a breve si spoglieranno, sono davvero suggestive. La vacanza a Solda di ottobre è stata una vera e propria immersione nello spirito dell’autunno, indimenticabile.
Ma la giornata di oggi, dominata da una pioggia incessante, non lascia proprio godere niente di tutta quella bellezza.
Anche l’anno scorso era così. E lo sarà anche il prossimo. Tutto cambia e allo stesso tempo rimane uguale, o meglio, ritorna.
Anche noi siamo così, nel nostro quotidiano vivere il cambiamento. Pensiamo, creiamo, ci muoviamo nella speranza di vincere il tempo. Ma per quanto possiamo precederlo, esso prima o poi ci raggiungerà, e ci mostrerà che in fondo niente è cambiato, poiché tutto ritorna.
Peggio ancora per chi sta fermo, immobile, e lascia che siano le cose intorno a lui a muoversi, prendendo il sopravvento sulla volontà: anche nell’immobilità si torna inesorabilmente a ripetere se stessi.


venerdì 11 luglio 2008

Aforisma dell'ultima ora



Il tempo è solo un vento che soffia e ci circonda. Ci avvolge, e spesso ci travolge.

sabato 24 maggio 2008

Dell'acciaio spezzato


E’ proprio vero che a volte, anche l’acciaio più solido può piegarsi, se non addirittura spezzarsi.
Tempo e spazio sono due entità di indefinibile immensità, estremamente distinte l’una dall’altra ma a loro volta fortemente interconnesse. L’una dipende dall’altra ed entrambe si influenzano a vicenda creando il caotico vortice dell’essere e del divenire.
Due sono le regole: per lo spazio, l’incommensurabilità, per il tempo, l’eterno scorrere senza mai fermarsi.
Ma il nostro vivere lo spazio e il tempo è, di fatto, totalmente estraneo dall’essenza stessa di spazio e tempo.
Per questo a volte capitano degli eventi che provocano delle piccole fratture all’asse spazio-temporale, determinanti un lieve oscillare di queste due dimensioni. La realtà esterna ne rimane praticamente intaccata, mentre dentro di noi si aprono abissi: vuoti disarmanti difficili da colmare.
In un secondo lo spazio trema e il tempo vacilla, e tutto ciò che eravamo e pensavamo prima di quel secondo, cessa di esistere. O meglio, diventa il riflesso di un ricordo, privo di significato.
E in quei momenti l’unica cosa da fare è fermarsi, prendere la situazione in pugno, essere determinati e decisi, e agire. Fare del nostro meglio per cercare di ordinare il caos che si è creato dentro e intorno a noi, domarlo, per essere pronti ad aiutare il prossimo.
Tempo e spazio, come si sa, per loro natura si assestano lentamente da soli.
E anche se quel breve, insulso, ma intenso attimo ci ha annientati, dobbiamo sempre essere pronti a ripartire da dove eravamo rimasti.
Tornare a pensare, che quell’acciaio è di nuovo solido come non mai.

sabato 19 aprile 2008

Un libro riscoperto

Capita a volte, tentando di togliere la polvere dagli scaffali più alti, di imbattersi in vecchi libri dimenticati. E’ il caso di questo volume di poesie di Georg Trakl, acquistato a Urbino nel ’95 per il corso monografico sull’Espressionismo tedesco, che avevo proprio dimenticato di avere.
Considerato come il massimo poeta tedesco del ‘900, Trakl fa parte di quegli artisti difficilmente classificabili all’interno del calderone letterario: poeta decadente per alcuni, ultimo dei romantici per altri, puro espressionista per altri ancora. Personalmente ritengo Trakl l’inventore di uno stile con la S maiucola, personalissimo e quindi unico. Vicino ai generi sopra citati per le tematiche affrontate, ma allo stesso tempo lontano per il modo in cui ha saputo reinterpretare con la sua poesia le tragiche vicissitudini personali intrecciate a quelle più complesse della sua epoca.
La poesia di Trakl, citando il germanista Claudio Magris, “è una fondazione del mondo; egli è uno di quei poeti che, come Hoelderlin, sono chiamati a fondare una verità o a svelarne l’essenza…Leggere Trakl significa interrogarsi sulle cose ultime, sulla possibilità stessa della poesia, sul senso estremo della vita”*.
Posto in questo articolo due tra le poesie che di più ho apprezzato.

MUSICA A MIRABELL

Una fontana canta. Le nuovle stanno
nell’azzurro chiaro, le bianche delicate.
Pensosi quieti uomini vanno
a sera pel giardino antico.

Degli avi il marmo è ingrigito.
Una schiera di uccelli vaga in lontananza.
Un fauno dagli occhi morti segue
le ombre, che nel buio scivolano.

Rosso cade il fogliame dall’albero antico
e volteggia dentro alla finestra aperta.
Un riflesso di fuoco fiammeggia nello spazio
e dipinge dell’ansia i fantasmi loschi.

Un bianco straniero entra nella casa.
Un cane si avventa per corridoi cadenti.
La serva una lampada spegne,
l’orecchio ode la notte accenti di sonata.






















L'immagine raffigura una targa in marmo sulla quale è inciso il testo della poesia (in tedesco ovviamente), "Musik Im Mirabell", appesa a un muro di cinta dei giardini del Castello di Mirabell a Salisburgo (città natale di Trakl).


ELIS

1

Perfetta è la quiete di questo giorno dorato.
Sotto antiche querce
appari tu, Elis, in riposo con occhi rotondi.

Il loro azzurro rispecchia il sopore degli amanti.
Sulla tua bocca
si spensero i loro rosei sospiri.

A sera il pescatore ritrasse le pesanti reti.
Un buon pastore
guida il suo gregge lungo il margine del bosco.
Oh, come son giusti, Elis, tutti i tuoi giorni.

Lieve scende
su muri spogli l’azzurra quiete dell’olivo.
si spegne di un vecchio l’oscuro canto.

Battello dorato
dondola, Elis, il tuo cuore nel cielo solitario.

2

Un soave cariglione risuona nel petto di Elis
la sera,
quando il suo capo affonda nel nero guanciale.

Un’azzurra fiera
sanguina sommessa nel groviglio di rovi.

Un albero bruno sta là appartato;
i suoi frutti azzurri sono caduti.

Segni e stelle
affondano lievi nello stagno della sera.

Dietro il colle è sceso l’inverno.

Azzurre colombe
bevono la notte il sudore gelido,
che scorre dalla fronte cristallina di Elis.

Sempre risuona
su muri di Dio il vento solitario.






















*La citazione è tratta dalla prefazione di Claudio Magris al volume Georg Trakl, Le Poesie, Garzanti, 1983.
La raccolta di poesie della Garzanti è molto valida, ed è reperibile, insieme ad altri testi di Trakl, su IBS, precisamente a questo link.

mercoledì 12 marzo 2008

Primo giorno di primavera!


Dopo un inverno bello freddo, oggi 12 marzo c'è stato il primo giorno di primavera.
Abbiamo subito collaudato questo caldo sole al mare!
Ma è davvero arrivata la primavera?