RICCARDO BERTOZZI
"Gli Occhi di Sonia" (2007) - "Senza respiro" (2009)
mercoledì 14 marzo 2012
martedì 13 marzo 2012
La riscossa dei blogger
In occasione del contest “Let Me BE-Wizard”, primo concorso italiano riservato ai blogger che scrivono di tecnologia, web marketing, social media e comunicazione, la rivista Rimini IN MAGAZINE ha pubblicato nel numero di Marzo/Aprile un articolo sulla vita dei blogger riminesi.
Oltre ai miei due blog è stato segnalato anche il blog di Maria Cristina Muccioli (Cristella), più volte citata sulle mie pagine.
Cliccando QUI è possibile sfogliare la rivista on line (pdf), l'articolo comincia a pagina 26.
Buona lettura.
Buona lettura.
domenica 11 marzo 2012
Nuovo blog da seguire...
E' fresco fresco di giornata il blog di Sandra Evangelisti, www.gravitaspermanente.blogspot.com, blog letterario in cui sarà possibile trovare le poesie di Sandra e tutto ciò che riguarda la sua grande passione per la poesia.
A tutti una buona lettura.
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lunedì 5 marzo 2012
Poetrydream
Mi segnalano il blog Poetrydream, curato dal Prof. Antonio Spagnuolo, poeta, saggista e direttore di alcune riviste letterarie. Ha pubblicato numerosi volumi di poesia e di narrativa , tutti premiati. Collabora a periodici di varia cultura. Dirige la collana di poesie "Le parole della Sibilla" per le edizioni Kairò.
Nel suo ultimo articolo sono presenti alcune poesie di Sandra Evangelisti, con alcuni commenti.
sabato 3 marzo 2012
Libri al macero :(
Con una mail la casa editrice 0111 Edizioni informa tutti gli autori, che a breve le copie di libri pubblicati nel 2008 e 2009 andranno al macero. Tra queste ci sono circa 50 copie della mia raccolta "Senza respiro".
Chi ancora fosse interessato all'acquisto del libro può contattare direttamente la casa editrice all'indirizzo mail redazione@serviziculturali.org
mercoledì 8 febbraio 2012
Studienaufenthalte in Italien
Lingua Ideale ist ein Projekt, entwickelt von meinem Freund Daniele Gramolini und seinem Team, welches versucht das wachsende Interesse an der italienischen Sprache und Kultur zu wecken.
Der Grund warum wir das machen, ist der, dass wir mit unserem Land sehr verbunden sind und den Wunsch haben diese Leidenschaft mit viel Liebe und großer Sorgfalt an unsere Studenten weiter zu geben. Das Ziel ist, durch ausgezeichnete Sprach- und Kulturkurse den Interessenten sprachliches und fachliches Wissen näher zu bringen.
Urbino ist eine der wichtigsten italienischen Universitätszentren mit einer jahrhundertalten Tradition, sie verbindet Geschichte, Kultur, Kunst und Unterhaltung in Einem.
Alle Informationen finden Sie auf der offiziellen Internetseite www.linguaideale.it
Sie finden uns auch auf...
sabato 4 febbraio 2012
"La Naiva" (trad. La Neve)
Una bellissima poesia segnalata dalla mia amica Cristella:
"La Naiva "
Pu l’à vòlt carnaséin, e l’è stè nàiva,
te préim dal fròffli grandi
cmè di straz, mòli fràidi, sbandunèdi,
agli arivéva ma tèra
e al cambiéva culòur, l’era tòtt’aqua.
Mo dop un po’ al piscòlli agli era férmi,
smerigliédi,
i sedéili dla piaza,
al lèttri blò dla Casa de Rispèrmi,
i cavalétt dla Bigia
ma i éural i ravièva a dvantè biènch,
Nello pr’andè te fòuran l’à sguilé.
La tachéva, mo cmè che la n nu n vléss,
la zénta la scapèva senza umbrèla.
Pu vérs al quatar l’aria la s’è mòsa,
ti véidar u s sintéa un furmigadézz,
u n’era fròffli, ormai l’era garlétt.
La avnéva zò, mo fétta, da céud i òcc,
la era sotta, sbrulèda, la raspèva,
la s’instichéva tal schèrpi, te cupètt,
la s’infiléva ti pòst dri ma la zénta.
Da Ganasa i scarghéva testa ‘d spuntéun
s’una bala a capocc cumpàgn di frè.
Mal Scalètti la Lèttra la rugéva:
stavòlta mò u n fa un créin!
…. continua…
traduzione
"La neve"
Poi ha girato grecale, ed è stata neve, dapprincipio dei fiocchi grandi, come stracci, molli radici, dinoccolati, arrivavano a terra e cambiavano colore, erano tutt’acqua. Ma dopo un po’ le pozzanghere erano ferme, smerigliate,le panchine della piazza, le lettere blu della Cassa di Risparmio, i cavalletti della Bigia, agli orli cominciavano a diventare bianchi, Nello per andare al forno è scivolato. Attaccava, ma come se non volesse, la gente usciva senza ombrello. Poi verso le quattro l’aria s’è mossa, ai vetri si sentiva un formicolio, non erano fiocchi, ormai erano chicchi. Veniva giù, ma fitta, da chiudere gli occhi, era asciutta, secca, raspava, si ficcava nelle scarpe, nel collo, s’infilava nei posti dietro la gente. Da Ganasa scaricavano a testa bassa, con un sacco a cappuccio come i frati. Alle Scalette l’Elettra urlava: stavolta davvero ne fa una cesta!
"La Naiva "
Pu l’à vòlt carnaséin, e l’è stè nàiva,
te préim dal fròffli grandi
cmè di straz, mòli fràidi, sbandunèdi,
agli arivéva ma tèra
e al cambiéva culòur, l’era tòtt’aqua.
Mo dop un po’ al piscòlli agli era férmi,
smerigliédi,
i sedéili dla piaza,
al lèttri blò dla Casa de Rispèrmi,
i cavalétt dla Bigia
ma i éural i ravièva a dvantè biènch,
Nello pr’andè te fòuran l’à sguilé.
La tachéva, mo cmè che la n nu n vléss,
la zénta la scapèva senza umbrèla.
Pu vérs al quatar l’aria la s’è mòsa,
ti véidar u s sintéa un furmigadézz,
u n’era fròffli, ormai l’era garlétt.
La avnéva zò, mo fétta, da céud i òcc,
la era sotta, sbrulèda, la raspèva,
la s’instichéva tal schèrpi, te cupètt,
la s’infiléva ti pòst dri ma la zénta.
Da Ganasa i scarghéva testa ‘d spuntéun
s’una bala a capocc cumpàgn di frè.
Mal Scalètti la Lèttra la rugéva:
stavòlta mò u n fa un créin!
…. continua…
traduzione
"La neve"
Poi ha girato grecale, ed è stata neve, dapprincipio dei fiocchi grandi, come stracci, molli radici, dinoccolati, arrivavano a terra e cambiavano colore, erano tutt’acqua. Ma dopo un po’ le pozzanghere erano ferme, smerigliate,le panchine della piazza, le lettere blu della Cassa di Risparmio, i cavalletti della Bigia, agli orli cominciavano a diventare bianchi, Nello per andare al forno è scivolato. Attaccava, ma come se non volesse, la gente usciva senza ombrello. Poi verso le quattro l’aria s’è mossa, ai vetri si sentiva un formicolio, non erano fiocchi, ormai erano chicchi. Veniva giù, ma fitta, da chiudere gli occhi, era asciutta, secca, raspava, si ficcava nelle scarpe, nel collo, s’infilava nei posti dietro la gente. Da Ganasa scaricavano a testa bassa, con un sacco a cappuccio come i frati. Alle Scalette l’Elettra urlava: stavolta davvero ne fa una cesta!
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