martedì 4 novembre 2008

Eterno ritorno

In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte.
(Friedrich Nietzsche)

E’ proprio vero, soprattutto quando ci si sofferma a riflettere sul cambiamento delle stagioni.
Ovunque si dice che non ci sono più le stagioni di una volta, e mi pare giusto. Peccato però che questa considerazione si applichi solo al tempo “atmosferico”. Perché se si considera il cambio delle stagioni come puro e semplice scorrere del tempo, ci si accorge che niente cambia da un anno all’altro. La primavera è rinascita e risveglio dopo il gelo mortale dell’inverno, l’estate ne è la continuazione e l’esasperazione, mentre l’autunno segna l’inizio della fine.
Un ciclo davvero folle, specialmente in giornate grigie e piovose come quella di oggi.
Certo anche l’autunno (come tutte le stagioni) ha i suoi lati positivi, basta pensare ai colori forti che la natura ci offre in questo periodo. Le sfumature giallo-rosse delle chiome degli alberi che a breve si spoglieranno, sono davvero suggestive. La vacanza a Solda di ottobre è stata una vera e propria immersione nello spirito dell’autunno, indimenticabile.
Ma la giornata di oggi, dominata da una pioggia incessante, non lascia proprio godere niente di tutta quella bellezza.
Anche l’anno scorso era così. E lo sarà anche il prossimo. Tutto cambia e allo stesso tempo rimane uguale, o meglio, ritorna.
Anche noi siamo così, nel nostro quotidiano vivere il cambiamento. Pensiamo, creiamo, ci muoviamo nella speranza di vincere il tempo. Ma per quanto possiamo precederlo, esso prima o poi ci raggiungerà, e ci mostrerà che in fondo niente è cambiato, poiché tutto ritorna.
Peggio ancora per chi sta fermo, immobile, e lascia che siano le cose intorno a lui a muoversi, prendendo il sopravvento sulla volontà: anche nell’immobilità si torna inesorabilmente a ripetere se stessi.


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